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Il dito e la luna


Quando il saggio mostra la luna, lo sciocco guarda il dito

Le vicende di Silvio Berlusconi e di sua moglie stanno interessando molto i cittadini..
Dalle parole della signora Veronica e dalla sua reazione angosciata e indignata, sembra dedursi che lei sia convinta di essere stata reiteratamente tradita e con modalità tali da ferire la sua dignità, oltre che i suoi sentimenti. E debbo riconoscere che una vicenda come quella che il Presidente del Consiglio sta offrendo ai cittadini è davvero singolare e tale da giustificare l’interesse che i mezzi di informazione insieme soddisfano ed alimentano.

Resto però alquanto disorientato.

Da molti anni Berlusconi è accusato di molte e gravi violazioni del codice penale e di altre leggi penali. Ha subito numerosi processi da alcuni dei quali è uscito in modo poco commendevole: alcune volte per prescrizione, altre per assoluzioni motivate con l’art. 530 del codice di procedura (la c.d. insufficienza di prove), altre ancora a seguito di leggi fatte appositamente per consentirgli l’assoluzione con la formula il fatto non è più (prima lo era, adesso non più) previsto dalla legge come reato, altre infine per via di quei monumenti giuridici e costituzionali che sono stati il lodo Schifani e il lodo Alfano, le due leggi costruite apposta per garantirgli l’impunità. Non solo: personaggi a lui molto vicini (Dell’Utri per primo e Previti per ultimo, ma ve ne sono stati altri) sono stati condannati per gravi reati (frode fiscale e corruzione) in contesti in cui è emerso con chiarezza l’interesse economico e politico di Berlusconi stesso. E ancora: alcune frequentazioni (penso al famoso stalliere Mangano) del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana sono state tali da ingenerare sconcerto e preoccupazione. Perfino alcune assoluzioni (il processo Saccà) sono state motivate con argomenti che avrebbero fatto vergognare qualsiasi piccolo, medio o grande servitore dello Stato: un rapporto di totale sudditanza tra pubblici funzionari (e Berlusconi lo è, al massimo livello) squalifica il suddito, ovviamente, ma non depone a favore del padrone, proprio perché non sono questi i rapporti che dovrebbero caratterizzare il pubblico impiego. Insomma, un alto funzionario pubblico non dovrebbe comportarsi come Fantozzi; e il Presidente del Consiglio dovrebbe guardarsi bene dall’assumere ruolo e atteggiamenti da ipermegadirettore.

Ecco: tutto questo (e altro ancora, credo) avrebbe meritato molta più partecipazione critica da parte dei cittadini; molta di più di quella che, a quanto pare, tutti si sentono in dovere di esternare per le vicende dell’appena maggiorenne Noemi e delle numerose donne di spettacolo di cui Berlusconi si è circondato e che ha indubbiamente sponsorizzato.

Non voglio dire naturalmente che questi comportamenti non siano censurabili: sotto il profilo morale, se le ragioni della signora Veronica sono fondate; e anche sotto il profilo penale se dovesse risultare provato che l’attribuzione di cariche pubbliche o la candidatura a ben remunerati seggi politici null’altro costituisse se non la remunerazione di prestazioni affettive o sessuali. Ma di questo ultimo aspetto non vi è alcuna prova; e, quanto al primo, quello morale, debbo dire sconsolatamente che le trascorse vicende giudiziarie di Berlusconi mi paiono di ben maggiore rilevanza.

Così penso che dovremmo soprattutto continuare a ricordare con sdegno e preoccupazione queste ultime e riservare alle presunte infedeltà di un uomo anziano e poco discreto quella distratta e seccata attenzione che esse meritano.


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