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Dicesi concussione


Sembra che B. sia imputato di concussione e minaccia a un Corpo amministrativo; pene massime 12 e 7 anni. La linea di difesa di B. è nota: certo che ho fatto quelle telefonate. Annozero mi fa schifo e io non lo voglio vedere; quindi ho detto a tutti quelli che si occupano di televisione che bisognava chiuderlo.E questa gente mi ha anche fatto un sacco di difficoltà sicché alla fine li ho mandati a fanculo e mi sono lamentato che non facevano un cazzo. 

Per una volta possiamo dire che conosciamo gli atti del processo come li conoscono i pm e i giudici; almeno in gran parte. Conosciamo il contenuto delle telefonate e la versione difensiva dell’imputato, possiamo divertirci a fare il giudice. B. è colpevole o innocente? 
Certo, per fare questo gioco, un minimo di preparazione giuridica ci vuole. Dunque, in cosa consiste esattamente la concussione? E’ abbastanza semplice: occorre che un pubblico ufficiale (B.lo è,senza dubbio) abusi della sua qualità e dei suoi poteri per costringere o indurre taluno a fare o a promettere di fare indebitamente qualcosa. Nel caso di specie, per essere colpevole, B. avrebbe dovuto abusare della sua carica di presidente del Consiglio per indurre Innocenzi a chiudere ovvero (attenzione) a promettere di chiudere Annozero

La prima cosa da chiedersi è: rientra tra le competenze di B. occuparsi di Annozero? La risposta è semplice: certamente no, ci sono Corpi amministrativi appositi, l’Agcom e la commissione di Vigilanza parlamentare, nonché il Cda della Rai nonché tutta una serie di funzionari di vario livello. Allora, quando B. dice a Innocenzi che Annozero fa schifo e che bisogna chiuderlo, esprime un suo parere personale ma non sta esercitando alcuna specifica competenza inerente alla sua   carica. 
La seconda cosa da chiedersi è: può un semplice cittadino (com’è in questo caso B.) rivolgersi a un Corpo amministrativo ingiungendogli di chiudere Annozero perché gli fa schifo? Se uno di noi facesse una cosa del genere, la sua richiesta sarebbe mai presa in considerazione? Ovviamente no.  
Quindi la terza domanda: come mai B. invece è ascoltato, tanto che Innocenzi studia un modo per fare quello che gli viene chiesto (serve un esposto, voi magari non lo sapete scrivere da soli, vi presto qualche funzionario che ve lo prepara)? Perché B. fa pesare su Innocenzi la sua qualità e i suoi poteri. E questo non è un teorema indimostrato del giudice; è provata dalle stesse parole di Innocenzi: “Mi ha fatto due sciampi terribili, mi manda a fanculo tre volte al giorno”. E’ evidente che chiunque non sia il presidente del Consiglio (o qualcuno dotato di autorità e connessi poteri) non ha alcuna possibilità di fare sciampi terribili a un alto funzionario; meno che meno di invitarlo a poco gradite pratiche sessuali. Insomma, gli sciampi li fa il superiore al sottoposto, utilizzando poteri che il sottoposto teme; altrimenti, dopo il primo tentativo di sciampo, il sottoposto rivolgerebbe, lui allo sciampista, analogo invito a dedicarsi alle note pratiche sessuali.   
E poi la quarta domanda: gli sciampi hanno sortito qualche effetto? Qui la cosa si fa complicata perché è noto che per chiudere Annozero hanno dovuto inventarsi quella balla dell’art. 6 del regolamento dell’Agcom che il Tar ha provveduto a dichiarare illegittima. E’ però anche vero che Innocenzi ha dato a B. la sua disponibilità a chiudere questa trasmissione suggerendogli la via dell’esposto, che si è anche offerto di fargli preparare. Insomma, che si sia concretizzata la promessa indebita di chiudere Annozero, sulla scorta del materiale di cui disponiamo, non si può ancora dire.

Ma, ai fini penali, il problema per B. resta. Prima di tutto perché c’è concussione anche quando con l’abuso si ottiene una semplice promessa: si va bene, cercherò di farlo… E poi perché il Codice penale prevede il tentativo di reato: “Chiunque commette atti idonei diretti in modo non equivoco a…”; se poi la cosa non gli riesce, sempre colpevole è, in questo caso di tentata concussione. Certo, la condotta di B. deve essere giudicata “idonea” (astrattamente, qui si apre un problema giuridico che possiamo tralasciare) a ottenere quanto richiesto; ma pare proprio che lo sia stata perché Innocenzi è proprio spaventato. Ricordatevi il senso delle sue telefonate: io lo farei ma proprio non si può, studierò qualcosa ma è difficile (vi ricordate Masi? “Manco nello Zimbabwe si possono fare queste cose”). Così quantomeno tentata concussione B. dovrebbe averla commessa. 
Naturalmente b. grida al complotto: tesi bislacche inventate da magistrati comunisti. Sarà; ma nell’aprile 2009 la Cassazione ha spiegato in cosa consiste la condotta di abuso; sembra scritta apposta per B. e Innocenzi: “Abuso dei poteri significa uso dei medesimi per uno scopo diverso da quello istituzionale del soggetto; abuso delle qualità significa strumentalizzazione della posizione di preminenza del soggetto”. B. ha tra i suoi compiti istituzionali quello di sorvegliare i palinsesti Rai? No. B. ha fatto gli sciampi a Innocenzi? Sì.   

Ma nel 2009 la Cassazione era già in mano ai comunisti, lo sanno tutti; sarà, ma questi principi li troviamo in sentenze che risalgono al 1995,come dire che non sono stati inventati proprio per fregare B. Poi c’è il reato di minaccia a un corpo amministrativo. Il reato consiste nel tentativo di turbarne l’attività mediante minaccia (ho semplificato, limitandomi a citare la norma con riferimento al caso concreto). Vedete l’importanza delle intercettazioni? B. ha detto: “Ma allora non fate nulla?”. “Io devo avere un’autorità che sa tutto. E questo va in onda e voi non fate un cazzo?”. “Fate schifo, non siete un’Authority, siete una barzelletta. Dillo al presidente da parte mia che si vergogni di portare a casa i soldi per quello che state facendo. Vi dovreste dimettere subito”.
Insomma, ha confessato. Mettetevi nei panni di Innocenzi: sareste un po’ turbati se B. vi dicesse che fate schifo e vi dovete dimettere? Vi preoccupereste se B. vi dicesse che non state facendo nulla di quello che vi ha ordinato di fare? Innocenzi si è preoccupato, e come. L’insegnamento più importante di questa storia comunque riguarda la prossima legge sulle intercettazioni. Sarà difficile negare non solo che esse sono indispensabili per fare i processi (e chi lo avrebbe saputo che B. si dava da fare con le Autorità Indipendenti (?) per far chiudere Annozero?); ma soprattutto che il loro contenuto va conosciuto anche se magari, alla fine, il processo si concludesse con una sentenza di assoluzione. Che i cittadini sappiano che B. è uno che, se una cosa fa schifo a lui, deve fare schifo a tutti gli italiani.  

Da Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2010



Le ramanzine del presidente


Io ho una sorella a cui sono affezionato assai, molto intelligente e determinata. Quando eravamo piccoli ogni tanto litigavamo e lei, che aveva una lingua affilata, aveva spesso la meglio. Un giorno arrivai a un tale punto d’ira che, come si dice a Roma, glie menai. Lei cominciò a piangere e arrivò mia madre. Non mi sgridò subito; si informò di quello che era successo e poi disse a mia sorella che aveva avuto torto nel merito e nel portarmi all’esasperazione con i suoi toni saccenti; poi si rivolse a me e mi spiegò che la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci; cosa che mi ricordo ancora oggi e che non è il minore dei motivi per cui ringrazio mia mamma.

Adesso il presidente della Repubblica ci ha spiegato che “Vanno rispettate l’autonomia delle indagini e l’autonomia degli interventi ispettivi disposti dal ministro della Giustizia”; che è un po’ come se mia mamma, quando sentì piangere mia sorella, ci avesse detto: rispettatevi e non litigate. 
Siccome Napolitano ha scritto uno spiegone sui limiti degli interventi del Csm che non può pronunciarsi preventivamente sulle ispezioni, in realtà ha fatto pure peggio di così. Come non hanno mancato di rilevare B&C, ha detto che Alfano aveva il diritto di inviare a Trani gli ispettori
 

C
he non è vero. Come ho cercato di spiegare su Il Fatto del 15 marzo, Alfano ha disposto un’ispezione in contrasto con la legge: perché il ministro può disporre ispezioni solo di natura amministrativa; perché, come ha detto espressamente, la cosiddetta ispezione era in realtà un’indagine disciplinare sui magistrati della Procura di Trani; perché il ministro non ha competenza per questo tipo di indagini e comunque, dal 2006, la legge ha previsto esplicitamente che essa spetta al pg presso la Corte di Cassazione; perché nessuno può far finta di ignorare che questa ispezione serve: a) a ficcare il naso nell’indagine; b) a intimidire i magistrati di Trani; c) a strombazzare sui media presunte “patologie” che, in ogni modo, devono essere risolte solo con gli strumenti processuali.

Adesso perché Napolitano, se proprio sente il bisogno di intervenire, non fa come fece mia mamma? S’informi, attribuisca torti e ragioni e distribuisca ramanzine mirate e pertinenti che non si prestino a strumentalizzazioni.
 

Da Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2010

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